| Le valli del
Noce: la sponda destra (percorso totale: 52 chilometri da Trento; tempo richiesto: mezza giornata) |
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Da Trento si percorre la tangenziale in direzione di Bolzano e quindi la statale n. 12 sino a San Michele (oppure l'autostrada in direzione Brennero fino all'uscita San Michele all'Adige - Mezzocorona); attraversato il ponte sull'Adige si imbocca la strada statale n. 43 «della valle di Non» e dopo circa 7 chilometri si arriva alla Rocchetta. Di qui, subito dopo il ponte, si prosegue a sinistra sulla strada provinciale n. 73 «Destra Anaunia» e, dopo pochi metri, ci si immette a sinistra sulla strada statale n. 421 «dei Laghi di Molveno e Tenno» che porta a Spormaggiore. Superato il centro, dopo circa 2 chilometri, a destra sorgono le rovine di Castel Belfort. La torre trecentesca svetta accanto ai ruderi della facciata del palazzo fatto costruire dalla famiglia Saracini nei primi anni del Settecento. Percorsa a ritroso la statale, si riprende a sinistra la strada provinciale n. 73 in direzione di Cles e, dopo circa un chilometro e mezzo, si svolta nuovamente a sinistra immettendosi sulla strada provinciale n. 67 «del Lovernatico» che, dopo 3 chilometri, porta a Sporminore. Dal paese una strada campestre conduce in 20 minuti di cammino ai ruderi del castello di Sporo-Rovina o di Sant'Anna. Fondato nel secolo XII, fu al centro della vicenda di uno dei più formidabili personaggi della storia trentina e tirolese del primo Trecento, Volcmaro di Burgstall, e della sua potente famiglia. Di esso rimane oggi soltanto la torre pentagonale, ma il luogo offre un interessante panorama. Lasciato Sporminore e proseguendo lungo la provinciale, dopo 2 chilometri e mezzo, si arriva a Lover. Vicino al paese c'è il piccolo abitato di Segonzone da dove una stradina nei pressi della chiesa dei Santi Filippo e Giacomo porta a Castel Belasi. Il castello è dominato dal mastio pentagonale fondato nel XII secolo; le trasformazioni residenziali del Settecento non hanno intaccato la possanza guerresca del complesso fortificato che però, nonostante i consolidamenti eseguiti negli anni Sessanta, appare oggi in avanzato stato di degrado. Da Lover la strada provinciale n. 67 sale a Campodenno e in circa 7 chilometri porta a Cunevo. Svoltando a sinistra in prossimità dell'abitato e proseguendo lungo la strada per Pianezza-Malga Arza, in 2 chilometri si giunge alle pendici della parete rocciosa su cui sorgono i ruderi di Castel Corona. Un sentiero attraverso il bosco conduce in un'ora circa di cammino ai piedi del castello che è inaccessibile. Si tratta appunto di una corona, cioè di un castello in caverna, simile a quello di San Gottardo e già esistente al principio del secolo XIII. Dopo essere ridiscesi a Cunevo, uscendo dal paese si ritorna sulla provinciale n. 73 e si svolta a sinistra in direzione di Tuenno, dove si arriva dopo 7 chilometri. Dopo l'abitato, a destra, ci si immette sulla strada provinciale n. 10 «delle Quattro Ville» in direzione di Nanno e in pochi chilometri si arriva dinanzi all'elegante sagoma del castello di Nanno; il complesso, di proprietà privata, venne fondato nel XII secolo e fu ricostruito nelle attuali forme rinascimentali da Giovanni Gaudenzio di Nanno-Madruzzo nella prima metà del Cinquecento. Da Nanno la provinciale n. 10 continua a sinistra sino a Tassullo. Dalla piazza della chiesa si imbocca una ripida strada in direzione di Sanzenone e dopo circa 500 metri si prende una stradina a sinistra che conduce a Castel Valer. E' un insieme di edifici di varie epoche, dominato dalla possente torre ottagonale; il nucleo più antico risale forse al secolo XII, ma la struttura castrense è frutto di ampie ricostruzioni realizzate nel Quattrocento, nel Cinquecento e nel Settecento. Il castello è privato e custodisce preziosi interni. |
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