Le Giudicarie: da San Lorenzo in Banale
a Pieve di Bono

(percorso totale: 72 chilometri da Trento fino a Castel Romano (90 sino a Lodrone);
tempo richiesto: una giornata)

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Mentre la Val Rendena, per le modalità del popolamento, per le caratteristiche delle vie di comunicazione e per la forza delle comunità locali, non reca traccia di insediamenti castrensi, i restanti tratti delle Giudicarie fino al lontano lago d'Idro fecero dei loro castelli i luoghi dove, spesso violentemente, si confrontarono il potere vescovile e quello di potenti famiglie quali i da Campo, i da Lodrone e i d'Arco. Questo itinerario conduce alla visita di alcuni di essi, nella maggior parte dei casi ridotti a ruderi.

Da Trento, seguendo le indicazioni per Riva-Madonna di Campiglio, la strada statale n. 45 bis «Gardesana occidentale» giunge, dopo circa 19 chilometri, a Sarche; svoltando a destra, al bivio, la strada statale n. 237 «del Caffaro», fra tornanti e gallerie, supera le gole del fiume Sarca e conduce nella zona del Banale. Al Ponte dei Servi, prendendo a destra, si imbocca la strada statale n. 421 «dei Laghi di Molveno e Tenno» che in circa 9 chilometri arriva a San Lorenzo in Banale. Dalla chiesa parrocchiale, proseguendo per via Prati, via Roma e via Sant'Alessio, si arriva ai ruderi di Castel Mani, raggiungibile a piedi in pochi minuti. Dell'edificio è rimasto solo un muro, ma il colle offre un bel panorama sulla valle e, attraverso le gole del fiume, sulla piana del Sarca.

Ritornati a Villa Banale, la strada provinciale n. 33 a destra conduce a Stenico. Dalla piazza del paese in pochi minuti si sale al castello attraverso il bosco.

L'importante complesso, restaurato recentemente e sede di una sezione del Museo Castello del Buonconsiglio Monumenti e Collezioni provinciali, è un pregevole esempio di trasformazione edilizia quattro-cinquecentesca. Del castello, come era verso la fine del Trecento, esiste una raffigurazione nell'affresco del mese di gennaio nella Torre dell'Aquila a Trento.

Da Stenico si scende a Ponte Arche e qui, prendendo nuovamente la statale n. 421 in direzione Fiavé-Passo del Ballino, si entra nella zona del Lomaso. Dopo circa 2 chilometri si arriva a Campo, dove si apre l'ampia e verde piana lomasina. Dal sagrato della chiesa parrocchiale la stradina detta di Somaval, passando accanto al convento francescano, porta alla strada privata del castello, raggiungibile in automobile oppure a piedi in 30 minuti. Il castello deve l'aspetto attuale alla ricostruzione effettuata nella prima metà del Quattrocento ed ai numerosi interventi compiuti tra l'Ottocento e il Novecento. Mura merlate e torrioni ne fanno un edificio assai pittoresco.

La strada statale porta quindi a Vigo Lomaso e di qui si può salire a Lundo; dopo il primo tornante una strada campestre sulla sinistra conduce a Castel Spine. I ruderi dell'edificio, costruito dai d'Arco al principio del XIII secolo, conservano ancora qualche tratto della ricostruzione quattrocentesca e della trasformazione residenziale del secolo successivo. Ritornati sulla statale si prosegue, oltrepassando Dasindo e Stumiaga, sino a Fiavé; di qui prendendo a destra la strada provinciale n. 136 si arriva, dopo circa 3 chilometri, a Cavrasto da dove la strada provinciale n. 5 prosegue per Santa Croce del Bleggio. Di lì una strada sale a sinistra verso Duvredo e Vergonzo; nei pressi del ponte tra le due località un sentiero porta in 10 minuti ai ruderi di Castel Restor, altra fortezza dei d'Arco di cui rimane oggi solo la possente torre di granito.

Da Santa Croce si può ritornare a Ponte Arche lungo la provinciale n. 5 e quindi, proseguendo a sinistra, tornare sulla statale n. 237; oppure si può percorrere la provinciale n. 222 «del passo del Duron», scavalcare il valico a 1046 metri e, dopo aver osservato il panorama sulla catena dell'Adamello, scendere a Zuclo e di qui tornare sulla statale n. 237. La strada prosegue fino a Tione, quindi piega a sinistra verso Breguzzo e Bondo e dopo circa 13 chilometri arriva, oltrepassato Agrone, a Strada; girando a sinistra in direzione di Por, dopo un chilometro e mezzo, si giunge ad un piazzale da dove una mulattiera conduce a Castel Romano. I ruderi della forte torre poligonale sono testimonianza della potenza dei da Lodrone che, con la rocca di Santa Barbara a Lodrone e l'imprendibile castello di San Giovanni a Baitoni, controllavano le vie di comunicazione col Bresciano.


Castel Mani
Castello di Stenico
Castel Campo
Castel Spine
Castel Restor
Castel Romano

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