| La Valsugana: da
Pergine a Ivano (percorso totale: 43 chilometri da Trento; tempo richiesto: una giornata) |
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La sponda sinistra della Valsugana, che geograficamente comprende la piana di Pergine, i bacini dei laghi di Caldonazzo e Levico ed il corso del fiume Brenta sino alla confluenza con il Cismon, mostra una intensa concentrazione di sedi castellane. La valle è infatti percorsa da un'importante strada attiva almeno dall'età romana e, nei primi decenni del Trecento, fu interessata dall'espansione dei signori di Caldonazzo che, variamente collegati con le signorie della pianura veneta, svolsero un importante ruolo politico imperniato proprio sui loro numerosi insediamenti castrensi. Da Trento percorrendo la circonvallazione in direzione nord e seguendo le indicazioni per Padova, si imbocca la strada statale n. 47 «della Valsugana». Dopo circa 11 chilometri lo svincolo per Pergine porta al centro della cittadina; proseguendo verso Levico, al bivio si svolta a sinistra, sulla strada provinciale n. 228 e, dopo la salita dei Masetti, girando ancora a sinistra in un chilometro e mezzo si arriva al castello di Pergine, già ben visibile dal fondo valle. Il castello, privato e sede di un ristorante e di un albergo, nell'articolata sequenza dei fabbricati conserva tutto il fascino della ricostruzione gotica quattrocentesca. Abbandonato il colle del castello, la strada provinciale continua a sinistra verso Levico, offrendo un suggestivo panorama sul lago omonimo. Oltrepassata la cittadina, dopo circa un chilometro e mezzo si arriva alla frazione di Selva; dalla piazza una mulattiera conduce in mezz'ora ai ruderi di Castel Selva, da cui si gode un eccezionale panorama sull'alta e media valle. Dopo Selva la strada provinciale corre per un tratto parallelamente alla statale, a Novaledo passa accanto al maso fortificato di San Desiderio, per secoli confine politico fra i vescovati di Trento e Feltre, e, poco oltre, nei pressi del cimitero e della chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, costeggia i ruderi della Tor Quadra. Dopo circa due chilometri la provinciale arriva a Marter e passa ai piedi del rudere della Tor Tonda. Poco fuori Marter, a sinistra, il bivio con la strada provinciale n. 112 porta in due chilometri a Roncegno; di qui si può percorrere la provinciale n. 65 «Panoramica della Valsugana» in direzione Ronchi, che dopo circa sette chilometri conduce a Torcegno. Dal paese ci si dirige verso la chiesetta dell'Ausiliatrice e di qui in circa 15 minuti a piedi si raggiungono i ruderi di Castel San Pietro. La provinciale prosegue quindi per Telve di Sopra e al ponte sul torrente Ceggio si innesta sulla provinciale n. 31 «del Passo del Manghen»; qui, sulla sinistra, una strada sterrata porta all'edicola di Sant'Antonio da dove, a destra, parte un sentiero che attraverso il bosco, in circa 30 minuti, porta alle rovine del castello di Castellalto, con il forte mastio e la poderosa facciata del palazzo. Ripresa la provinciale in direzione di Telve, in circa quattro chilometri si arriva a Borgo Valsugana. Dal centro storico, sulla riva sinistra del fiume Brenta, nei pressi del ponte detto «romano», una scalinata sale al convento dei Francescani da dove una mulattiera, in 40 minuti di cammino, porta al complesso di Castel Telvana, posto in posizione dominante sull'abitato. Il castello, di proprietà privata, con i suoi bastioni conferisce un profilo caratteristico a questo tratto della valle. Uscendo da Borgo ci si immette a sinistra sul vecchio tracciato della strada statale e si prosegue in direzione Castelnuovo-Strigno; giunti in località Barricata di Sopra si imbocca a sinistra la strada provinciale n. 78 «del Tesino» in direzione di Strigno e, poco prima dell'abitato, si svolta a destra per Ivano. Dopo circa un chilometro si arriva ai piedi del castello di Ivano; caratterizzato dal robusto mastio fondato nel secolo XII, il complesso è visitabile in occasione di mostre, convegni o con l'autorizzazione dei proprietari. |
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